A tutto sesso sul grande schermo
Pubblicato da Destiny
Tre film hanno fatto tanto discutere negli ultimi tempi. Soprattutto per le scene di sesso.
Chi non ha mai visto la scena di “Caos calmo” tanto pubblicizzata sui giornali e sul piccolo schermo? Si tratta dell’amplesso tra i protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari nei panni di Pietro ed Eleonora. Si è data fin troppa importanza a questo episodio sottovalutando il nocciolo dell’intera storia.
Il film è tratto dal celebre romanzo di Sandro Veronesi e la recitazione dei due soggetti è davvero impeccabile, soprattutto quella del Nanni nostrano.
Pietro è un manager di successo, sposato e con una bimba di dieci anni. La sua vita è una delle tante. Finchè un giorno salva in mare la sconosciuta Eleonora e in quello stesso frangente la moglie muore all’improvviso.
Pietro stacca allora la spina dal mondo: la sua unica occupazione sarà quella di aspettare la figlia fuori dalla scuola, su una panchina. Tale panchina diviene metafora esistenziale, luogo per riflettere sullo smarrimento dei colleghi e parenti che lo vanno a trovare, punto di partenza dopo una fase di arresto.
Farà discutere anche la pellicola “Juno” nelle sale dal prossimo 4 aprile. Juno è una ragazzina di sedici anni allegra e sfrontata con un modo tutto suo di vestirsi.
Scopre il sesso più per curiosità che per amore con un suo compagno di scuola. Resta incinta.
La soluzione più ovvia alla sua età sembrerebbe abortire. Ma quando entra in ambulatorio scopre che l’atmosfera non le piace e decide di tenersi il bimbo per affidarlo a una coppia subito dopo il parto.
Particolare l’incontro con i futuri genitori: lei borghese perbene, lui muscoloso quarantenne ex rockettaro. La coppia dall’armonia perfetta, finirà con lo scoppiare. La storia è stata scritta da Diablo Cody, ex spogliarellista ora premio Oscar e diretta da Jason Reitman. Bisogna andare oltre i luoghi comuni.
Juno è un film che racconta la libera scelta di una ragazzina quasi donna che non accetta il gesto più ovvio dell’interruzione di gravidanza, ma neppure il ricatto dell’istinto materno a tutti i costi. In tre parole: dubbi, incertezze, lotta per la vita.
Anche di “Parlami d’amore” si è sentito tanto parlare. Primo film da regista di Silvio Muccino, idolo delle ragazzine, tenuto un po’ nell’ombra dalla preminenza del fratello Gabriele. Nonostante il titolo, non si tratta di una favola romantica con il classico lieto fine. La trama ha come oggetto il lato oscuro dell’esistenza e dei sentimenti.
Il venticinquenne Sasha interpretato dallo stesso Muccino è appena uscito dalla comunità di recupero dove è cresciuto a causa della tossicodipendenza dei genitori. Lì, da bambino, si è innamorato di Benedetta, una svampita Carolina Crescentini. La incontra ormai donna e la scopre viziata e viziosa. Per conquistarla chiede consiglio a Nicole, quarantenne sposata e annoiata dalla vita. Durante le sue lezioni di seduzione, nasce una grande complicità, i due si avvicinano sempre più, fino all’unione finale sofferta e turbolenta. L’opera è stata fortemente criticata per le sue esagerazioni: alcol, gioco d’azzardo, sesso a tutta forza, suicidio. Ma il film ha il merito di ricordarci che l’amore, quello vero, è una conquista sofferta, ed è possibile anche tra una quarantenne e un venticinquenne.
Il cinema italiano sta riscoprendo il nudo. Lo ritroviamo anche in “Nessuna qualità agli eroi” tra Elio Germano e Mimosa Campironi, in “Colpo d’occhio” tra Vittoria Puccini e Riccardo Scamarcio, in ”Tutta la vita davanti”…
Questo topos sta funzionando, tanto che è presente nelle pellicole più disparate: dal noir alla commedia al dramma neorealista.
Che dire?! Dopo la stagione dei calendari, è arrivata anche quella del nudo cinematografico!
Raffaella Calemme
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A tutto sesso sul grande schermo | Plim! Blog Aggregator dice:
Pubblicato il 01 04 2008 alle 9:20 am
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