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Il Cinema è in Crisi

Il Cinema è in Crisi

Secondo Cinetel, la società creata dall’ Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) e dall’Unione delle Imprese di Distribuzione (UNIDIM)  per il rilevamento degli incassi e delle presenze cinematografiche, rispetto al 2007 si è registrato un drastico calo dei biglietti staccati  - 2,4 milioni in meno - con una perdita pari al 7%.

Per gli addetti ai lavori, tra i quali spunta l’attore-regista Carlo Verdone in un’intervista rilasciata a Il Giornale dello Spettacolo,  le cause principali sono riconducibili a due.

La prima è la crisi economica che ha colpito l’Italia e il sistema dei mercati mondiali, facendo impennare i prezzi dei beni al consumo e delle materie prime, disincentivando così spese extra budget familiare.

La seconda è la pirateria informatica, accusata dalle industrie di produzione cinematografica e discografica di togliere al mercato il 25% degli introiti previsti – fonte Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM).

Eppure, considerando il periodo in questione, occorre far presente che il fenomeno della pirateria c’era anche negli anni passati e, se è vero che la crisi economica ha toccato un po’ tutta la fascia dei consumi, non si spiega come mai quella cinematografica sia superiore rispetto ad altri settori come ad esempio quello tecnologico – tv, computer, telefonia – o di altri comparti dell’entertainment (fonte ISTAT).

Certo è difficile anche dare la colpa alla qualità dei film, che proprio negli ultimi mesi ha conosciuto esempi di alto livello.

Più credibile è un fatto di cui pochi parlano, ovvero che in Italia le politiche a sostegno del cinema sono sempre più scarse e inefficaci rispetto a un sistema industriale di distribuzione – agenzie di distribuzione e sale cinematografiche – che per sopravvivere alla qualità maggiore delle fiction televisive non possono da sole ridurre il costo del biglietto.

Si ripresenta cioè il germe che portò alla grave crisi cinematografica italiana degli anni ‘80,  quando il cinema italiano, prima di inabissarsi del tutto, tentò di sopravvivere  trasformandosi improvvisamente in un siparietto del vecchio avanspettacolo, lasciando alle sparute iniziative dei cineforum il compito di valorizzare culturalmente quel tipo bene.

Ciò significa quindi che se davvero vogliamo cercare delle responsabilità occorre cercarle a monte.

Non si capisce ad esempio perché il teatro e l’opera ricevano dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) fiumi di soldi pubblici per il loro sostentamento e il cinema no. Non si capisce perché, proprio in un periodo di instabilità economica come questa, non si siano attivate delle iniziative per la riduzione delle aliquote fiscali sul settore cinematografico o delle incentivazioni significative che vadano al di là del semplice sconto infra-settimanale o del biglietto super scontato durante la settimana della cultura.

La crisi economica c’è, è vero, ma proprio perché unita alla pirateria informatica minaccia di trasformare pesantemente il futuro del cinema nel nostro paese, non è giustificabile il silenzio di chi avrebbe il compito e il dovere di intervenire.

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Una Risposta a “Il Cinema è in Crisi”

  1. 1

    Il Cinema è in Crisi | Plim! Blog Aggregator dice:

    [...] Articolo di Destiny. Leggi l’articolo intero. [...]

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