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Il matrimonio è un affare di famiglia: Quando una madre è disposta a fare (e dire) di tutto purchè il matrimonio del figlio “non s’abbia da fare”!

Il matrimonio è un affare di famiglia: Quando una madre è disposta a fare (e dire) di tutto purchè il matrimonio del figlio “non s’abbia da fare”!

Un tema piuttosto ricorrente quello del triangolo madre, figlio e fidanzata. Un cliché ormai storico quello della suocera che veste i panni della megera pronta a far vedere i sorci verdi alla sventurata che accenna a portarsi via il figlio dalle sue grinfie.

Ma “Il matrimonio è un affare di famiglia”  vuole spogliare la figura della donna più temuta dalle nuore dall’etichetta, da tempo immemore consolidata, che la vuole esclusivamente come il lupo cattivo, la strega perfida pronta a qualsiasi espediente pur di raggiungere il suo unico obiettivo: tenere quanto più possibile l’adorato figlio sotto la sua ala protettiva.

In questa pellicola diretta da Cherie Nowlan la figura della suocera, pur rappresentando il bastone tra le ruote nel rapporto tra il figlio e la sua fidanzata acquista una nuova verve evitando sapientemente le banalità e la retorica che da un tema così inflazionato potrebbero facilmente scaturire.

La protagonista di questa commedia frizzante, made in Australia, è Brenda Blethyn (la ricordiamo nella spassosa interpretazione della vedova ingenua lasciata immersa dai debiti del marito defunto ne “L’Erba di Grace”), che interpreta Jean, cabarettistia osée sul viale del tramonto, divorziata, con due figli, Tim e Mark, quest’ultimo affetto da  problemi mentali.

La vita di Jean scorre tranquilla accompagnata costantemente  da  un velo di tristezza e rimpianti per la sua interruzione  ad una allettante carriera artistica abbandonata a causa della nascita dei figli  su cui riversa in modo ossessivo  tutte le sue attenzioni e affetto.

L’esistenza placida a cui Jean e la sua famiglia sono abituati viene bruscamente interrotta dall’innamoramento del ventunenne Tim, timido e un po’ impacciato, verso Jill, ragazza affascinante, disinibita, matura e dal carattere deciso che dichiara guerra a Jean senza troppe titubanze.

I due decidono nel giro di poco tempo di sposarsi e la notizia sconvolge completamente Jean che deliberatamente afferma  con una delle battute più esilaranti del film:”Guarda, avrei preferito che mi avesse detto che era gay!”

Dal momento in cui Jean apprende la sconvolgente notizia il film è una carrellata di gag divertenti, di ironia pungente e di situazioni esilaranti che allo stesso tempo hanno il potere di non depositarsi solo sul lato comico della storia ma portano lo spettatore a stimolanti spunti di riflessione sulla vita e i rapporti interpersonali in genere toccando temi sociali importanti come il matrimonio e le relazioni tra genitori e figli.

Il film si avvale della sceneggiatura di Keith Thompson che, muovendosi   abilmente su piani diversi, ci porta a simpatizzare con tutti i personaggi di questa frizzante commedia e a comprenderne e giustificare in qualche modo il punto di vista di ciascuno di loro: dalle gelosie e l’iperprotettività di Jean che lotta con ogni mezzo pur di dissuadere Tim dalla sua insensata scelta a Tim che ricopre il ruolo del figlio vittima di una madre troppo soffocante fino a Jill e alle sue battaglie con la futura suocera pur di conquistare il suo amato.

Deborah Papisca

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