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Il ritorno della “nuova” Jodie: alla ricerca dell’isola di Nim

Il ritorno della “nuova” Jodie: alla ricerca dell’isola di NimJodie Foster torna al cinema in una veste inusuale, quella comica, interpretando Alex Rover, una scrittrice di romanzi d’avventura per bambini, che si serve di un alter ego, del tutto immaginario, o, meglio, proiettato, per vivere imprese che la sua agorafobia le impedirebbe di vivere altrimenti in prima persona; ma qualcosa nella sua esistenza irromperà negli abitudinari schemi della monotonia e la modificherà nel momento in cui la sua più grande ammiratrice, la piccola Nim, che vive su un’isola sperduta insieme al padre, biologo marino, le scrive un’email per chiederle aiuto, che Alex “varcherà” la porta di casa…

Tratto dal romanzo “Nim’s Island” dell’autrice Wendy Orr, Alla ricerca dell’isola di Nim compone, quasi alla perfezione, l’avventura alla fantasia possedendo tutte le potenzialità per divenire un cult del genere.

E’ sorprendente notare come ancora i pirati, i “tesori”, di qualunque tipo essi siano, le immaginarie isole popolate di animali mai immaginati prima, costituiscano sempre il “paradiso perduto” per i bambini di tutte le età!

Basti pensare a L’isola del tesoro, indimenticabile romanzo di Robert Louis Stevenson, divenuto poi film ed emblema del genere picaresco con il suo terrificante e zoppo pirata Long John Silver, alla più recente trilogia dei Pirati dei Caraibi, lasciando per ultimo il film che ha fatto sognare e viaggiare la fantasia, accompagnata dalla voce di Cindy Lauper, di tutti i bambini della mia generazione, i Goonies del 1985.

Il film ci fa ammirare un’inedita Jodie Foster che, dopo aver interpretato diversi e differenti ruoli drammatici che l’anno consacrata al grande pubblico e agli occhi della critica – candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista per Taxi Driver di Scorsese nel 1977, vincitrice di due premi Oscar come miglior attrice protagonista, prima per Sotto accusa di Kaplan nel 1988, e poi per Il silenzio degli innocenti di Demme del 1991,  - si trasforma con questa pellicola nella versione femminile di una moderna e più timorosa Indiana Jones.

Il suo personaggio, quello della timida e insicura Alex, diviene il tramite della rappresentazione della netta divisione dei confini di due mondi, entrambi reali e fortemente presenti: il mondo esistente, automatizzato e reso in parte anonimo dall’uso di internet, della posta elettronica e dalla presenza preponderante dei nuovi media, e il mondo fantastico, in cui vivono costantemente sia grandi che piccoli, in una realtà “altra”, che aiuta a vivere, con maggiore semplicità e serenità, la propria esistenza in essere.

Alex vive in un universo il cui spazio è fatto di un computer, dell’irrinunciabile internet, di email, vede poche persone e ha quasi paura della sua ombra: solo la sua immaginazione le consente di muoversi e di vivere incredibili avventure grazie all’eroe dei suoi romanzi, il “vero” Alex Rover – interpretato da Gerard Butler -  e solo l’istinto di aiutare la piccola Nim la spingerà a superare tutte le sue fobie e aprire la porta di casa.

Aprire una porta per schiudersi e offrirsi di nuovo al mondo, andare incontro alle avventure e ai pericoli che la vita riserva a ciascuna singola esistenza nell’incertezza della felicità e nella sua agognata ricerca perché, alla fine, sono sempre le persone che incontriamo per caso, lungo il nostro cammino, e il modo in cui ci relazioniamo umanamente, con il calore delle parole e degli sguardi, che rendono speciale la nostra vita reale. La vita che da “normale” diviene fantastica…

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