Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo
Pubblicato da Destiny
Siamo nel 1927: una spedizione guidata dall’archeologo ed esploratore Frederick A.Mitchell-Eddges arriva nella giungla del Belize imbattendosi, con grande meraviglia, in alcune rovine appartenenti alla civiltà Maya. Gli scavi archeologici portarono alla luce uno strano oggetto: un teschio di puro cristallo, dagli occhi a forma di prisma - del peso di cinque chili, alto e largo 13cm, lungo 18 – caratterizzato soprattutto dal fatto di essere stato ricavato da un unico pezzo di minerale.
Gli scienziati sostennero nell’immediato la “stranezza” del reperto in quanto, per la sua lavorazione, risalente ad almeno tremilaseicento anni prima, sarebbero occorsi almeno centocinquant’anni!
Gli indigeni, invece, lo identificarono subito come lo straordinario teschio del destino - oggetto esoterico utilizzato dal grande sacerdote Maya per invocare la morte che arrivava inesorabile - dal potere di guarire ogni malattia.
Nel corso degli anni, altri dieci teschi vennero scoperti in differenti punti del globo, anche quello “non autentico” conservato al British Museum. Quest’oggettificazione del male trova finanche “conferma” in una leggenda: si dice che alla riunificazione destinata dei tredici teschi, appartenenti alla Dea della Morte, inizierà una nuova era – la data è quella prefissata, in base al calendario Maya, del 21 dicembre 2012 – ed essi trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza.
E’ da qui che prende spunto il soggetto del quarto episodio della saga di “Indy”, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo, che vede ritornare in scena i tre grandi pilastri di questa serie di avventure: il regista Steven Spielberg; il produttore esecutivo George Lucas e il mitico Harrison Ford, un po’ invecchiato, - ora ha sessantacinque anni suonati - ma sempre con frusta e cappello e pur sempre “Indiana”.
La stesura della sceneggiatura è stata invece affidata, dopo alterne vicende, a David Koepp – il primo script è stato però scritto da Frank Darabont. Sfatate definitivamente perciò le voci che, alla fine degli anni ‘90, supponevano un’ambientazione del film altalenante tra Atlantide – come nell’omonimo videogioco di Indiana Jones – e il “giardino della vita” di Adamo ed Eva e la presenza di attori già visti nei precedenti capitoli, quali Sean Connery – papà di “Indy” - e di Kevin Costner, che alcuni, nelle prime versioni della sceneggiatura, indicavano come probabile fratello dell’archeologo avventuriero.
Il film è ambientato temporalmente nel 1957, in piena Guerra Fredda: la storia è incentrata su Indiana Jones alla ricerca di alcuni cimeli in Sud America e il suo stile pare seguire l’impronta anni ‘50 dei precedenti. Il cast si avvale anche di Cate Blanchett, nel ruolo della cattivissima agente Irina Spalko, Ray Winstone, John Hurt, Shia LaBeouf, nel ruolo di Mutt Williams (il figlio di Indiana?) – divenuto famoso con Disturbia di D.J.Caruso del 2007 - e di Karen Allen, già protagonista dei Predatori dell’Arca Perduta sempre nei panni di Marion Rawenwood. In America l’uscita è prevista per questo 22 maggio, in Italia il 23 e si vocifera anche di una sua premiere al Festival di Cannes il 18 maggio.
Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo presenta elementi differenti ai precedenti tre film: a prescindere dal ruolo di Harrison Ford, sempre coraggioso e impavido, ma pur sempre invecchiato di vent’anni; si parla infatti di scene d’azione condite da un po’ più di violenza e di uno scarso utilizzo di effetti visivi digitali, adoperati in pratica solo per ricreare gli sfondi di alcune scene, che hanno reso il prodotto finale molto più “fisico”.
Aspettando di vederlo al cinema, gli autorevoli e ben informati magazine americani non potevano lasciarci senza nuovi interrogativi…Durante un’intervista rilasciata ad USA Today, Ford, “punzecchiato” su una sua probabile interpretazione in un quinto episodio di Indiana Jones è parso, nonostante non lo si potesse immaginare, abbastanza propenso a tale progetto…tanto da far pensare, alle solite “voci maligne”, che la sua decisione sarebbe scaturita dal timore che in un futuro prossimo il ruolo di Indiana potrebbe andare, niente di meno che, a Shia LaBeouf…
Si sente già la colonna sonora nelle orecchie…”Indy” è tornato…
M.Paola Ronchi
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