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Cinema e Dintorni

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David di Donatello: La Ragazza del Lago di Molaioli travolge il favorito Caos Calmo

La Ragazza del Lago di Molaioli travolge il favorito Caos Calmo

Grandi sorprese alla cerimonia di premiazione dei David di Donatello di quest’anno: la preannunciata incetta di statuette del super favorito Caos Calmo di Antonello Grimaldi ha deluso ogni aspettativa aggiudicandosi “solo” quella per migliore attore non protagonista, andata ad Alessandro Gassman – che ha dedicato il premio all’irraggiungibile “mattatore” del padre, Vittorio -, quella per la migliore canzone non originale – L’amore trasparente di Ivano Fossati – e quella per il miglior musicista – vinta da Paolo Buonvino.

Rivelazione della kermesse è stato il coinvolgente La Ragazza del Lago, giallo quasi d’altri tempi, di Andrea Molaioli, che ha visto l’ulteriore consacrazione – se mai ce ne fosse stata necessità – del suo disarmante attore protagonista, Toni Servillo, magistrale interprete teatrale e cinematografico, nonché regista, già vincitore di un David nel 2005, sempre come migliore attore protagonista, per il film Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino.

La ragazza del lago parte dalla scomparsa di una bambina che porta all’arrivo, in un non bene identificato paesino del Friuli Venezia Giulia, del commissario Sanzio.

Caso vuole che proprio lì, vicino al “leggendario” lago, venga scoperto il cadavere di Anna,  giovanissima giocatrice di hockey. La ricerca della verità porterà il commissario ad indagare nuovamente su un brutto “incidente” accaduto in paese qualche anno prima e a rimettere Continua..

Il ritorno della “nuova” Jodie: alla ricerca dell’isola di Nim

Il ritorno della “nuova” Jodie: alla ricerca dell’isola di NimJodie Foster torna al cinema in una veste inusuale, quella comica, interpretando Alex Rover, una scrittrice di romanzi d’avventura per bambini, che si serve di un alter ego, del tutto immaginario, o, meglio, proiettato, per vivere imprese che la sua agorafobia le impedirebbe di vivere altrimenti in prima persona; ma qualcosa nella sua esistenza irromperà negli abitudinari schemi della monotonia e la modificherà nel momento in cui la sua più grande ammiratrice, la piccola Nim, che vive su un’isola sperduta insieme al padre, biologo marino, le scrive un’email per chiederle aiuto, che Alex “varcherà” la porta di casa…

Tratto dal romanzo “Nim’s Island” dell’autrice Wendy Orr, Alla ricerca dell’isola di Nim compone, quasi alla perfezione, l’avventura alla fantasia possedendo tutte le potenzialità per divenire un cult del genere.

E’ sorprendente notare come ancora i pirati, i “tesori”, di qualunque tipo essi siano, le immaginarie isole popolate di Continua..

La “francesina” Monica in Shoot’em Up

La “francesina” Monica in Shoot’em Up

Sono poche le attrici italiane che hanno saputo conquistare i confini d’oltralpe ed anche Hollywood – Anna Magnani e Sofia Loren, al di sopra delle altre – e Monica Bellucci è, al momento, la donna italiana più apprezzata e ambita, non solo per la sua incontestabile bellezza, quanto per le sue doti artistiche.

Nata il 30 settembre del 1964 a Città di Castello, in provincia di Perugia, Monica, dopo la maturità classica, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza che abbandonerà appena due anni più tardi per dedicarsi completamente alla carriera di modella, attività intrapresa proprio per pagarsi gli studi: siamo nel 1988, anno in cui la sua ascesa diviene incontrastata.

Negli anni a seguire la rivista francese Elle le dedica diverse copertine e viene ritratta dal famoso fotografo Richard Avedon – che ritrasse anche celebrità quali Marilyn Monroe e Brigitte Bardot e fu per anni collaboratore delle riviste Rolling Stone e New Yorker -.

Nel 1990 inizia timidamente ad affacciarsi al cinema lavorando con registi e attori di tutto rispetto, ottiene anche una piccola parte nel 1992 nel  Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola e riceve alcuni ambiti riconoscimenti, nel 1996  un Cesar come miglior giovane attrice promessa per il film L’appartamento di Gilles Mimouni, nel 1998 ottiene un Golden Globe come miglior attrice italiana per L’ultimo Capodanno di Marco Risi.

La sua carriera si costella di lavori importanti: nel 2000 in Malena di Giuseppe Tornatore; dello stesso anno è Continua..

Il Cinema è in Crisi

Il Cinema è in Crisi

Secondo Cinetel, la società creata dall’ Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) e dall’Unione delle Imprese di Distribuzione (UNIDIM)  per il rilevamento degli incassi e delle presenze cinematografiche, rispetto al 2007 si è registrato un drastico calo dei biglietti staccati  - 2,4 milioni in meno - con una perdita pari al 7%.

Per gli addetti ai lavori, tra i quali spunta l’attore-regista Carlo Verdone in un’intervista rilasciata a Il Giornale dello Spettacolo,  le cause principali sono riconducibili a due.

La prima è la crisi economica che ha colpito l’Italia e il sistema dei mercati mondiali, facendo impennare i prezzi dei beni al consumo e delle materie prime, disincentivando così spese extra budget familiare.

La seconda è la pirateria informatica, accusata dalle industrie di produzione cinematografica e discografica di togliere al mercato il 25% degli introiti previsti – fonte Federazione contro la Pirateria Musicale (FPM).

Eppure, considerando il periodo in questione, occorre far presente che il fenomeno della pirateria c’era anche negli anni passati e, se è vero che la crisi economica ha toccato un po’ tutta la fascia dei consumi, non si spiega come mai Continua..

A tutto sesso sul grande schermo

A tutto sesso sul grande schermo

Tre film hanno fatto tanto discutere negli ultimi tempi. Soprattutto per le scene di sesso.

Chi non ha mai visto la scena di “Caos calmo” tanto pubblicizzata sui giornali e sul piccolo schermo? Si tratta dell’amplesso tra i protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari nei panni di Pietro ed Eleonora. Si è data fin troppa importanza a questo episodio sottovalutando il nocciolo dell’intera storia.

Il film è tratto dal celebre romanzo di Sandro Veronesi e la recitazione dei due soggetti è davvero impeccabile, soprattutto quella del Nanni nostrano.

Pietro è un manager di successo, sposato e con una bimba di dieci anni. La sua vita è una delle tante. Finchè un giorno salva in mare la sconosciuta Eleonora e in quello stesso frangente la moglie muore all’improvviso.

Pietro stacca allora la spina dal mondo: la sua unica occupazione sarà quella di aspettare la figlia fuori dalla scuola, su una panchina. Tale panchina diviene metafora esistenziale, luogo per riflettere sullo smarrimento dei colleghi e parenti che lo vanno a trovare, punto di partenza dopo una fase di arresto.

Farà discutere anche la pellicola “Juno” nelle sale dal prossimo 4 aprile. Juno è una ragazzina di sedici anni allegra e sfrontata con un modo tutto suo di vestirsi.

Scopre il sesso più per curiosità che per amore con un suo compagno di scuola. Resta incinta.

La soluzione più ovvia alla sua età sembrerebbe abortire. Ma quando entra in ambulatorio scopre che Continua..

Let’s talk about sex - ALFRED KINSEY

Let’s talk about sex

Alfred C. Kinsey è stato una delle più importanti e controverse figure del XX secolo. Egli ha cambiato il modo di conversare e di pensare degli americani, spingendoli a parlare di un tema che costituiva un taboo sia pubblico che privato: il comportamento sessuale.

Gli Stati Uniti degli anni Trenta-Quaranta erano un mondo nel quale l’omosessualità e l’adulterio erano considerati dei crimini, la masturbazione causa di malattie mentali e il sesso prematrimoniale immorale. Kinsey, dal 1938 in poi, iniziò a raccogliere quelle che lui chiamava “storie sessuali”, determinato a fare luce sui reali comportamenti sessuali degli americani.

Le statistiche raccolte da Kinsey rivelavano una situazione molto diversa da quella dipinta dal proibizionismo religioso e sociologico americano: il 95% degli uomini intervistati aveva infatti dichiarato di masturbarsi. Successivamente i suoi studi si concretizzarono nei suoi due libri più innovativi: “Il comportamento sessuale dell’uomo” (1948) e “Il comportamento sessuale della donna” (1953).

Questi due elaborati sono stati a tal punto importanti da farci dire oggi che, quanto al sesso, siamo ciò che siamo grazie ad Alfred Kinsey.

Oltre alle importanti scoperte sociologiche e psicologiche in materia sessuale Kinsey ci ha lasciato un’enorme eredità umana: il concetto che le persone sono essere sessuali e che il mondo  non può essere diviso tra buoni e cattivi.

Per meglio spiegare questo messaggio mi è utile nominare un’altra rivoluzionaria idea del Dr. Kinsey; egli progettò una scala, composta dai valori da 0 a 6, nella quale lo 0 indicava una persona i cui comportamenti sessuali erano completamente eterosessuali, mentre il 6, viceversa, un individuo i cui comportamenti erano completamente omosessuali.

Con questa scala scoprì un ampio ventaglio di comportamenti sessuali aiutando la gente a capire che essi sono molto vari e sfaldando perciò l’idea radicata nella società che un individuo può essere o solo omosessuale o solo eterosessuale.

Kinsey fu il primo a proporre uno studio credibile della percezione comune dell’omosessualità; a suo avviso essa non era Continua..

QUARTO COMANDAMENTO: “ONORA IL PADRE E LA MADRE”

“ONORA IL PADRE E LA MADRE”

Una famiglia in crisi: è questa la summa del noir contemporaneo “Onora il padre e la madre”. Stiamo parlando del thriller drammatico diretto da Sidney Lumet.

La trama si incentra intorno alla figura di Andy Hanson, le sue sicurezze di broker sembrano essere minate dalla droga e dalla crisi con la moglie.

Suo fratello Hank è indebitato fino al collo, ha un matrimonio alle spalle e frattanto se la gode con la sposa del tanto amato fratello maggiore.

Entrambi hanno disperatamente bisogno di denaro, molto denaro.

Per dare una svolta alla propria vita, Andy decide allora di organizzare una rapina fuori dal comune. La gioielleria dei genitori diviene l’obiettivo del folle piano. Anche Hank prende parte alla strana impresa, apparentemente semplice, ma dai risvolti più che drammatici.

Basta dire che il complice di Hank si trova in una situazione davvero paradossale: spara alla madre che a sua volta spara a lui.

I fratelli finiscono con l’odiarsi, moglie ed ex moglie li detestano; le incomprensioni e il tradimento sembrano tramutarsi nei più alti valori.

La pellicola, a tratti, sembra ricordare certi scatti di Tarantino e dei fratelli Cohen. Ma qui non c’è traccia di iperrealismo e di ironia. Lumet mostra la vicenda così com’è, nella sua triste crudezza. La storia potrebbe essere paragonata a una vera e propria tragedia greca, ma con l’assenza della catarsi.

Questo film mostra la violenza dei rapporti umani, la bestia che è nascosta in ognuno di noi, ma all’erta, pronta ad emergere in qualsivoglia momento.

Il rapporto fraterno è di amore-odio. Hank ama così tanto Andy che finirà con l’odiarlo. Si immischia nella sua vita privata, lo imita, e poi è come se volesse colpirlo. Hank prova una profonda invidia per il fratello, è geloso della sua vita, perfino del fatto che lui, con la sua mente perversa, sia riuscito a programmare un tale piano. E’ un personaggio particolare, immaturo e frustrato dai sensi di colpa.

Andy, invece, appare un personaggio intimidatorio, lascia prevalere il suo lato oscuro e la sua Continua..

Siamo la coppia più bella del mondo … cinematografico !

Screck e Ciuchino

Qual è la coppia più bella del mondo cinematografico?

L’arduo quesito è stato oggetto di un sondaggio condotto dalla UK Cinema Industry, l’associazione che raccoglie i maggiori esperti e produttori dell’industria cinematografica inglese.

Si aggiudicano il podio l’orco verde Shrek e il suo amico, il mulo parlante Ciuchino, protagonisti dei tre film di animazione “Shrek”. A colpire è il fatto che siano due personaggi animati, che tra l’altro non costituiscono una coppia nel senso romantico del termine, ad essere in cima alla classifica. Il portavoce della UK Cinema Industry  ha affermato che la scelta è caduta sui due cartoni poiché, pur non essendo umani, rappresentano chiare tipologie caratteriali umane, determinando un processo di identificazione e riconoscimento negli spettatori. Tra loro vi è un rapporto di amore-odio comune a molti amici del mondo reale, oltre che a coppie innamorate.

Il secondo posto è toccato agli indimenticabili Richard Gere e Julia Roberts di “Pretty Woman”. Chi non conosce la storia? Un uomo d’affari ingaggia una prostituta come accompagnatrice e finisce per innamorarsene. Una fiaba tutta americana.

Il numero tre è spettato ad una adolescente in vacanza che si invaghisce del suo maestro di ballo. Stiamo parlando della coppia Patrick Swayze-Jennifer Grey e del loro “Dirty Dancing”.

Quarti classificati nuovamente due cartoons: Homer e Marge, marito e moglie de “I Simpson”. La loro è una vera e propria Continua..

Sex and the City - The Movie - Il Film

Sex and the city the movie

Nessuno avrebbe mai immaginato che da un telefilm nato secondo gli stessi crismi di tante altre serie e con protagoniste quattro donne newyorkesi (abitanti nel cuore di Manhattan, cultrici dei locali più “in” della grande mela e assetate di shopping) riscuotesse una eco internazionale solo dopo poche puntate trasmesse.

L’insolenza e la schiettezza mista a grande ironia con cui i personaggi trattano l’argomento sesso spogliato di qualsiasi tabù, oppure l’analisi cruda e sarcastica dell’universo maschile o, ancora, la visione delle protagoniste nei confronti delle relazioni amorose decisamente lontana dai canoni romantici e fragili tipici della donna e ben più simile a quella razionale e materiale dell’uomo hanno rappresentato il “La” per scatenare gli animi del gentil sesso.

Originale, esilarante e pungente rappresentazione di un’emancipazione femminile a tratti politically uncorrect, diventata “status symbol” e referente significativo per milioni di donne.

E’ questo il segreto dell’enorme successo di “Sex and the city” che è riuscito a rivoluzionare anche il normale iter di produzione cinematografica e televisiva invertendo il meccanismo secondo il quale da un film ne nasce, in seguito, una serie.

Con 7 Emmy Awards e 8 Golden Globe è risultato quasi inevitabile per i produttori non pensare di far nascere “dalle ceneri” di “Sex and the City” un film, che facesse da ciliegina sulla torta e ne dichiarasse ufficialmente la conclusione definitiva, spegnendo ogni vana speranza per una eventuale settima stagione.

Le milioni di fan (e non neghiamolo, siamo sicuri che ci sia anche una nicchia maschile) stanno aspettando con impazienza l’appuntamento nelle sale cinematografiche fissato per il prossimo 30 maggio e già sono con il fiato sospeso e bramose di sapere i prossimi risvolti delle vita di Carry, io narrante e scrittrice free lance per la nota rubrica “Sex and the city”, Miranda, avvocato di professione, Continua..

Questo non è un paese per vecchi.

 

Bisognerebbe non farsi traviare dal titolo.

Questo ultimo lavoro dei fratelli Coen, premiato recentemente con il premio Oscar al miglior film e per la migliore regia non è la solita opera hollywoodiana ma rappresenta un netto taglio con buona parte dei film che la macchina di produzione americana ha da sempre prodotto e che ci ha sempre servito, seppur in diverse salse, romantica, avventurosa, noir, ecc.

Chi si aspetta il solito prodotto americano dove il protagonista è unicamente mosso da buoni principi e dove tutto sommato il buono, l’onesto alla fine comunque prevalgono e la spuntano sul destino avverso, chi si aspetta tutto questo non potrà restare che deluso, profondamente.

Tracce di questa “conversione” cinematografica erano da sempre presenti nel cinema americano, ma in film non hollywoodiani appunto, come lo sono i film diretti finora dai fratelli Coen.

Che questo modo di fare film rifletta indubbiamente una diversa presa di coscienza della società americana nei confronti di se stessa credo sia fuor di dubbio.

Già opere come Crash (vincitore anche lui di un premio Oscar) e in parte anche l’ultimo Spielberg presentavano già uno spaccato della società americana inedito, dove non ci sono buoni o cattivi ma dove ognuno si muove in una società che è in realtà un non luogo, dove singole personalità si incontrano e scontrano generando appunto scampoli di vita e di relazionalità.

Seguendo a mio avviso questa falsariga il film presenta la storia di un uomo qualunque che entra fortuitamente in possesso di una enorme quantità di soldi, denaro però appartenente alla mafia che assolda uno spietato killer pur di recuperarlo. A questo punto il film diventa quello che è stato definito anche come un poema del male.

Non c’è scampo per nessuno, non importa che tu sia nel giusto o nel torto, quando il tuo appuntamento col destino arriva non ci saranno cariche di cavalleria o le giubbe blu a salvarti, il momento è arrivato, comunque.

E in questa grande incertezza che diventa la società, una “società di estranei” che pur in contatto quasi non si conoscono o riconoscono (il protagonista e la moglie o la suocera) nessuno ha più Continua..

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