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Joe Strummer, Il futuro non è scritto, di Julien Temptle
Pubblicato da Destiny
Questo ritratto in immagini del leader di quella che fu una delle punk band più famose del mondo, i Clash, stupisce piacevolmente per l’accuratezza e l’intelligenza del tratto.
Realizzato da Julien Temple,che ha condiviso con Joe Strummer le prime esperienze londinesi degli anni ’70 (il periodo hippy, lo squatting, e la nascita della mitologia punk) per essere uno dei suoi amici più fraterni negli ultimi anni della sua esistenza, il documentario si compone di una quantità infinita di materiale pubblico e privato, inedito e non riguardante la vita e le sorti del tormentato Joe.
Temple è l’unico a cui è stato concesso, per la prima volta, di consultare l’archivio personale del musicista,attore e pensatore Strummer (compresi i suoi appunti e vignette personali,materiale che si portava sempre con sé in una leggendaria busta di plastica).
Il film parte da due linee guida che riguardano l’esperienza di Strummer: London Calling, il programma radiofonico da lui ideato e trasmesso a 40 milioni di spettatori dalla BBC World Service tra il 1998 e il 2002, e i suoi leggendari falò, veri e propri happening che organizzava insieme agli amici negli ultimi anni della sua vita, carburante inesausto di entusiasmo e stimoli, “Migliore di qualsiasi musica che io abbia mai scritto”, come confessò egli stesso a Temple.
E infatti ai dialoghi ed i ricordi degli amici, conoscenti ed estimatori di Strummer sono stati ripresi tutti di fronte ad un falò, proprio a voler omaggiare completamente la forma vivendi preferita di Strummer.
Come ha affermato Temple: “Proprio come allora avevamo gente di diversa estrazione sociale seduta vicino al fuoco, che ascoltava la musica che era stata importante per lui.
Era un posto in cui ci si rilassava al calore delle fiamme, alla luce del fuoco siamo Continua..
Persepolis: il Film – Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
Pubblicato da Destiny
Sfuggito per fortuna all’omologazione e appiattimento a cui sarebbe andato incontro se fosse stato fagocitato dall’industria americana (si vocifera che i diritti del fumetto della Satrapi siano stati a lungo corteggiati dagli Studios, ansiosi di farne un colossal del genere Disney-Pixar), Persepolis, vincitore dell’ uncertain regard a Cannes 2007, e poi dell’Oscar come miglior film d’animazione, è uscito finalmente nelle sale italiane, portandovi tutta la sua carica mista di ironia e consapevolezza storica.
Tratto dalla graphic novel in quattro volumi che Marjane Satrapi, illustratrice iraniana che vive e lavora a Parigi, ha pubblicato dal 2000 al 2003 (usciti in Italia editi da Lizard), il film è il risultato della ferrea volontà dell’autrice di costruirne una trasposizione in linea con il tratto e lo stile del fumetto. A rendere possibile l’operazione è stato l’incontro con Vincent Paronnaud, regista e fumettista d’oltralpe, che ha creduto nel lavoro realizzando, insieme all’autrice, una versione animata fedelissima al fumetto d’origine.
In un epoca di animazione 3D e di mirabolanti tecnologie che mirano a rendere l’animazione sempre più realistica e fluida, andando splendidamente controcorrente, la Satrapi e Paronnaud optano per l’animazione classica, che richiama i cartoon d’annata, semplice carta e inchiostro in 2D, riducendo la gamma infinita dei colori da laboratorio ad un castigatissimo bianco e nero, con pochissime sfumature sul grigio.
Marjane Satrapi ha confessato di subire da sempre la fascinazione del cinema espressionista tedesco, e le figure ritagliate sul nero, le sagome delle loro ombre che si stagliano sui muri candidi non possono che riportare alla mente i chiaroscuri di film come Il gabinetto del dottor Caligari e Metropolis. Memorabile in questo senso la scena in cui la nonna di Marjane, figura emblematica della sua coscienza perduta, diventa un’ombra che si allunga sui muri degli edifici viennesi, ricordando alla nipote qual’ è la strada giusta da seguire.
La storia tratta il racconto autobiografico dell’infanzia e adolescenza di Marjane, influenzata dagli avvenimenti storici del suo paese d’origine, l’Iran, che passa dal regno dello Shah di Persia al regime fondamentalista di Khomeini, non guadagnando assolutamente niente in termini di libertà personale e progressismo, e la guerra contro l’Iraq.
La famiglia di Marjane, da sempre liberale, decide di mandare la figlia, di appena 12 anni, a vivere e studiare in una scuola francese a Vienna: lo scopo è quello di sottrarla agli orrori della guerra e della dittatura.
Il film si divide così tra la descrizione di due tipi di esilio: quello in patria, di cui sono vittima i cittadini che si vedono Continua..
Sex and the City – The Movie – Il Film
Pubblicato da Destiny
Nessuno avrebbe mai immaginato che da un telefilm nato secondo gli stessi crismi di tante altre serie e con protagoniste quattro donne newyorkesi (abitanti nel cuore di Manhattan, cultrici dei locali più “in” della grande mela e assetate di shopping) riscuotesse una eco internazionale solo dopo poche puntate trasmesse.
L’insolenza e la schiettezza mista a grande ironia con cui i personaggi trattano l’argomento sesso spogliato di qualsiasi tabù, oppure l’analisi cruda e sarcastica dell’universo maschile o, ancora, la visione delle protagoniste nei confronti delle relazioni amorose decisamente lontana dai canoni romantici e fragili tipici della donna e ben più simile a quella razionale e materiale dell’uomo hanno rappresentato il “La” per scatenare gli animi del gentil sesso.
Originale, esilarante e pungente rappresentazione di un’emancipazione femminile a tratti politically uncorrect, diventata “status symbol” e referente significativo per milioni di donne.
E’ questo il segreto dell’enorme successo di “Sex and the city” che è riuscito a rivoluzionare anche il normale iter di produzione cinematografica e televisiva invertendo il meccanismo secondo il quale da un film ne nasce, in seguito, una serie.
Con 7 Emmy Awards e 8 Golden Globe è risultato quasi inevitabile per i produttori non pensare di far nascere “dalle ceneri” di “Sex and the City” un film, che facesse da ciliegina sulla torta e ne dichiarasse ufficialmente la conclusione definitiva, spegnendo ogni vana speranza per una eventuale settima stagione.
Le milioni di fan (e non neghiamolo, siamo sicuri che ci sia anche una nicchia maschile) stanno aspettando con impazienza l’appuntamento nelle sale cinematografiche fissato per il prossimo 30 maggio e già sono con il fiato sospeso e bramose di sapere i prossimi risvolti delle vita di Carry, io narrante e scrittrice free lance per la nota rubrica “Sex and the city”, Miranda, avvocato di professione, Continua..


